Svanire LAURIOLA GIUSY
Collana I Sentieri dell’Arte
GIUSY LAURIOLA svanire con il patrocinio di
Indice INTRODUZIONE/INTRODUCTION Giusy Lauriola 8 Carlo Ercoli 10 Rossella Savarese 12 OPERE/ARTWORKS 15 BIOGRAFIA/BIOGRAPHY 54 MOSTRE PERSONALI /SOLO EXHIBITIONS 69 MOSTRE COLLETTIVE /GROUP EXHIBITIONS 71 RINGRAZIAMENTI /THANKS 75 Giusy Lauriola Svanire Roma, La Vaccheria 10 Maggio - 6 Giugno 2025 a cura di Carlo Ercoli Ufficio Stampa Stefania Vaghi Comunicazione catalogo GIUSY LAURIOLA. Svanire ISBN: 978-88-96540-68-8 ©2025 Bibliografica Giuridica Ciampi srl unipersonale Via Sabotino, 2/a - 00195 R O M A editoriale@ciampieditore.it - WA 329.4390358 https://www.ciampieditore.it/ Discendo Agitur® è un marchio registrato Tutti i diritti riservati In copertina Elaborazione di un’opera della mostra Svanire Consulenza grafica a cura di Vittorio Picconi in collaborazione con
INTRODUZIONE/INTRODUCTION
8 9 I chose not to accompany this new cycle of paintings with an explanatory text because I deeply believe that painting holds within itself a unique ability to evoke spontaneous reactions and to continue to inspire wonder. This decision is an act of love for this expressive medium which, despite its ancient history, retains an intrinsic youthfulness, much like writing, a millenary language that still manages to surprise us with new forms and possibilities. Painting continues to excite, intrigue, and push me to explore its hidden facets, its revelations waiting to be discovered, thanks also to the physical contact with canvas and colors. I also want to let the artwork speak freely to those who observe it, allowing them to experience something personal and authentic, unbound by explanations that might shape their thoughts. For me, it is essential that everyone reclaim their own right to appreciate, enjoy, or even not understand a work of art, if they feel it so. I can offer an explanation only to share my creative process, knowing full well that it will never be as profound as the sensation born in the silence of the painterly gesture, an experience that is unique and unrepeatable each time. Everything originates from a deep need, rooted in an invisible and intangible inner space where time and space dissolve. I like to imagine that, in that space, there exist primordial images, entities already formed and alive, waiting to be summoned by an emotion, by what happens within or outside of me. Some transform this impulse into music, others into words, or dance. I believe that, at its core, the origin is always the same: a universal need for expression. In my journey, I strive to embrace this process with growing freedom, aware that my art does not have the power to change the world or erase its darkness. But perhaps, I hope, it can offer an emotion, create a moment of connection, suspension, or wonder. Giusy Lauriola Non ho voluto accompagnare questo nuovo ciclo pittorico con un testo esplicativo, perché credo profondamente che la pittura abbia in sé una capacità unica di suscitare reazioni spontanee e di continuare a meravigliare. È un mio atto di amore verso questo mezzo espressivo che, nonostante la sua antica storia, conserva una giovinezza intrinseca, proprio come la scrittura: un linguaggio millenario che, ancora oggi, riesce a sorprenderci con nuove forme e possibilità. La pittura continua a entusiasmarmi, incuriosirmi e spingermi a esplorare suoi lati ancora nascosti, rivelazioni che aspettano di essere scoperte, grazie anche al contatto fisico con la tela, con i colori. Desidero, inoltre, lasciare l’opera libera di parlare a chi la osserva, permettendogli di vivere un’esperienza personale e autentica, senza vincoli imposti da spiegazioni che potrebbero condizionarne il pensiero. Per me, è fondamentale che ciascuno si riappropri del proprio diritto di apprezzare, godere o persino non comprendere un’opera d’arte, se la sente tale. Una spiegazione posso darla solo per raccontare il mio processo creativo, pur sapendo che non sarà mai esaustiva come quella sensazione che nasce nel silenzio del gesto pittorico, un’esperienza unica e irripetibile che vivo di volta in volta. Tutto prende vita da un bisogno profondo, radicato in uno spazio interiore invisibile e intangibile, dove tempo e spazio si dissolvono. Mi piace pensare che, in quel luogo, esistano immagini primordiali, entità già formate e vive, che attendono solo di essere richiamate da un’emozione, da ciò che accade dentro o fuori di me. C’è chi trasforma questo impulso in musica, chi in parole, chi in danza. Credo che, in fondo, l’origine sia sempre la stessa: un bisogno universale di espressione. Nel mio percorso, cerco di vivere questo processo con una libertà crescente, consapevole che la mia arte non abbia il potere di cambiare il mondo o di annullarne il male, ma forse spero quello di donare un’emozione, creare un momento di connessione, sospensione o meraviglia. Giusy Lauriola
10 11 I have known Giusy Lauriola for several years, ever since I hosted her solo exhibition Blowing in the Wind at my art gallery in 2009. However, our first meeting dates back a few months earlier, when, shortly after opening my space, she happened to pass by on her scooter and was intrigued by the gallery window, which was near her home. Her curiosity led her to step inside, and that’s how we started talking. She already had several exhibitions to her name, both nationally and internationally, but what struck me the most was the natural way she spoke about her works, making them feel like a true extension of her thoughts and emotions. Whether working with video, photography, or canvas, Lauriola’s artistic vision has always remained faithful to a deep desire to see the world as a better place than it might initially appear, striving to capture those suspended emotions that often remain compressed and faded in the folds of everyday life. This mantra has always accompanied her artistic journey, exploring at times the more evident aspects linked to social issues, and at others, the more hidden and profound ones, where emotions and vulnerabilities are concealed behind the masks of conventions and silence. Over the years, she has developed series of works addressing themes such as war, the condition of women, and nature, always with the clear intent of visually translating what she feels and what stirs the depths of her being. Alongside this, she has continuously pursued a tireless pictorial research, where matter, gesture, and color have woven an ongoing dialogue aimed at achieving a balance between the visible and the invisible. From my perspective, all of this has been carried out with Giusy Lauriola’s unwavering certainty and trust in the communicative power of art her desire to convey an authentic and positive message that resonates with sensitive souls, fostering deep empathy. Carlo Ercoli Art historian and curator Conosco Giusy Lauriola da diversi anni, sin da quando, nel 2009, ospitai nella mia galleria d’arte la sua personale Blowing in the Wind. Il nostro primo incontro, però, risale a qualche mese prima, quando, poco dopo l’apertura del mio spazio, passando in motorino davanti alla vetrina che si trovava vicino casa sua, si lasciò incuriosire ed entrò. Fu così che iniziammo a parlare. Aveva già alle spalle diverse mostre, sia nazionali che internazionali, ma ciò che mi colpì fu la naturalezza con cui descriveva le sue opere, facendole percepire come un’autentica estensione del suo pensiero e dei suoi sentimenti. Che fosse video, foto o tela, la poetica artistica di Lauriola non ha mai tradito quella profonda volontà di guardare il mondo come un luogo migliore di quanto non appaia a primo impatto, cercando di afferrare quelle emozioni sospese che spesso rimangono compresse e sbiadite nelle pieghe del quotidiano. Questo mantra accompagna da sempre il suo percorso artistico, indagando di volta in volta quegli aspetti più manifesti, legati a problematiche sociali, e altri più nascosti e profondi, dove emozioni e fragilità si celano dietro le maschere di convenzioni e silenzi. Si sono così susseguiti, ad esempio, cicli di opere in cui ha affrontato i temi della guerra, della condizione femminile e della natura, sempre con l’intento chiaro di tradurre visivamente ciò che sente e che anima il profondo del suo Io. A ciò ha sempre affiancato una ricerca pittorica incessante, dove materia, gesto e colore hanno intessuto negli anni un dialogo teso a raggiungere un equilibrio tra visibile e invisibile. Posso dire, dal mio punto di vista, che tutto ciò è avvenuto con la certezza e la fiducia di Giusy Lauriola nella potenza comunicativa dell’arte: la sua volontà di trasmettere un messaggio autentico e positivo che tocchi le corde delle anime sensibili, generando empatia profonda. Carlo Ercoli Storico dell’arte e curatore
12 13 I take this opportunity to talk about Giusy Lauriola and her essential nature as an artist. Rarely have I witnessed such a genuine and total fusion between an artist and her artistic pursuit. I encountered Lauriola at a mature stage of her artistic journey, and when analyzing the chronological evolution of her work, one cannot help but notice a fundamental and enduring element: the relentless exploration of a non-place. The transformation of this non-place into a defined space is left to the viewer. Lauriola stops just short of defining it, maintaining a delicate balance within her rarefied atmospheres, suspended between infinite boundaries and moments of waiting. Without an hourglass to measure time, one finds reassurance in the abundant material spread across the canvas and in the resin, her medium of choice. Today, in her approach to painting, there is a profound awareness that does not compromise her continuous exploration of contemporary humanity and its place in the world an unceasing dialogue between the visible and the concealed. Rossella Savarese Art historian Gallerist and curator, SyArt Gallery, Sorrento Colgo questa occasione per raccontare di Giusy Lauriola e del suo imprescindibile essere artista. Raramente mi è capitato di assistere ad una adesione tanto reale e totale tra l’autrice e la sua ricerca. Ho conosciuto Lauriola in una fase matura della sua storia artistica e nell’analisi cronologica del suo racconto non puoi non notare un elemento cardine e durevole: l’indagine spasmodica di un non luogo. La trasformazione dello stesso in un luogo è affidata al fruitore. Lauriola si ferma ad un passo dalla sua definizione, riuscendo a tenersi in equilibrio nelle sue atmosfere rarefatte, tra perimetri infiniti ed attese. Sprovvisti di clessidra, si è rassicurati dalla materia sparsa copiosa su tela e dalla resina media a lei caro. Oggi nel suo “fare pittura” vi è decisamente una maggiore consapevolezza che non compromette una rinnovata indagine sull’uomo contemporaneo e del suo posto nel mondo, in un incessante dialogo tra il visibile ed il celato. Rossella Savarese Storica dell’arte Gallerista e curatrice SyArt Gallery, Sorrento
OPERE ARTWORKS
16 17 SVANIRE N 1 dittico, 2 tele 60 x100 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2024
18 19 SVANIRE N 2 150 x100 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2024
20 21 SVANIRE N 3 100 x100 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2024
22 23 SVANIRE N 7 dittico, 2 tele 60 x100 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2024
SVANIRE N 4 100 x100 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2024
26 27 SVANIRE N 6 95 x125 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2024
28 29 SVANIRE N 5 95 x95 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2024 SVANIRE N 8 80 x120 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2025
32 33 SVANIRE N 9 95 x125 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2024 SVANIRE N 21 100 x100 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2024
34 35 SVANIRE N 10 e 11 70X70 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2025 SVANIRE N 12 e 13 70X70 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2025
38 39 SVANIRE N 14 120 x100 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2025 SVANIRE N 20 100 x100 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2025
42 43 SVANIRE N 15, parte A dittico, 80 x100 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2024 SVANIRE N 15, parte B dittico, 80 x100 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2024
44 45 SVANIRE N 16 dittico, 2 tele 50 x70 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2024 SVANIRE N 19 100 x70 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2025
46 SVANIRE N 18 80 x120 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2025
48 49 SVANIRE N 34 70 x100 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2025 SVANIRE N 33 70 x100 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2025
50 51 SVANIRE N 28, 28 x 14 cm acrilico, smalto e resina su tela 2025 SVANIRE N 26, 24 x 30 cm acrilico, smalto e resina su tela 2025 SVANIRE N 25, 30x24 cm acrilico, smalto e resina su tela 2025 SVANIRE N 24 55 x 69 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2025
52 53 SVANIRE N 31 50 x 34 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2025 SVANIRE N 32 50 x 35 cm, acrilico, smalto e resina su tela, 2025 SVANIRE N 30, 14 x 28 cm acrilico, smalto e resina su tela 2025 SVANIRE N 29, 14 x 28 cm acrilico, smalto e resina su tela 2025 SVANIRE N 27, 30x24 cm acrilico, smalto e resina su tela 2025
54 55 BIOGRAFIA Giusy Lauriola è nata a Roma, dove vive e lavora. Il suo percorso artistico si sviluppa come un dialogo continuo tra il mondo esterno e l’universo interiore. Gli esordi sono segnati da temi di impatto sociale – la guerra, i bisogni indotti, la città di Roma – rielaborati in opere di grande potenza e carica emotiva. Con il tempo, il suo linguaggio si è evoluto verso una dimensione più intima, esplorando l’essenza del mondo femminile, il valore delle emozioni e dei legami tra le persone. A questa ricerca si affianca la creazione di paesaggi dove il colore, con le emozioni suscitate dalle sue sfumature e la resina, con la sua trasparenza e lucidità, diventano strumenti per dare a queste visioni un carattere di sospensione. Completa questo percorso un profondo interesse per la natura, considerata parte essenziale della nostra esistenza, accompagnato dall’invito a ristabilire con essa un legame armonioso. Nel corso di queste ricerche, l’intensità e la forza espressiva rimangono elementi costanti del suo linguaggio pittorico. Il segno si libera dalla mera descrizione per trasformarsi in narrazione emotiva e intellettuale mentre la modulazione tra luce e cromia assume un valore quasi meditativo. Il dialogo tra fluidità e architettura compositiva si manifesta nell’interazione tra resina, acrilico e smalto. Questo confronto materico genera un dualismo tra forze opposte, che si fondono per dare vita a dimensioni sospese e immateriali. La tensione tra gesto controllato e impulso istintivo caratterizza il lavoro di Lauriola, creando un ponte tra realtà e immaginazione, tra visibile e nascosto. BIOGRAPHY Giusy Lauriola was born in Rome, where she lives and works. Her artistic journey unfolds as a continuous dialogue between the external world and the inner universe. Her early works are marked by socially impactful themes - war, induced needs, the city of Rome - reinterpreted in pieces of great power and emotional intensity. Over time, her language has evolved towards a more intimate dimension, exploring the essence of femininity, the value of emotions, and the bonds between people. This exploration is accompanied by the creation of landscapes where color, with the emotions evoked by its shades, and resin, with its transparency and gloss, become tools to give these visions a sense of suspension. Completing this journey is a deep interest in nature, seen as an essential part of our existence, along with an invitation to restore a harmonious relationship with it. Throughout these explorations, intensity and expressive power remain constant elements of her pictorial language. The line frees itself from mere description to become an emotional and intellectual narrative, while the interplay between light and color takes on an almost meditative value. The dialogue between fluidity and compositional architecture is manifested in the interaction between resin, acrylic, and enamel. This material confrontation generates a dualism of opposing forces that merge to create suspended and immaterial dimensions. The tension between controlled gesture and instinctive impulse characterizes Lauriola’s work, creating a bridge between reality and imagination, between the visible and the hidden. Among her artistic influences, two key figures stand out: Mario Schifano, with his disruptive energy and bold color, and Egon Schiele, master of incisive line and emotional tension in drawing.. From a technical perspective, her work has undergone a significant transformation. She initially used photographs from magazines and the web, reworked with pictorial and digital interventions, and printed on supports such as plexiglass or PVC. Over time, she abandoned these tools to focus on painting as her main expressive medium. Since 2010, a distinctive element of her works has been resin, which she describes as a sort of ‘brilliant friend’: not only a technical ally but also a component capable of adding materiality and sensory depth, transforming her works into visual and tactile experiences. Her exhibitions have been curated by Hans Achtner, Giorgia Calò, Maurizio Calvesi, Antonietta Campilongo, Cristina Del Ferraro, Manuela De Leonardis, Federica Di Stefano, Micol Di Veroli, Barbara Drudi, Carlo Ercoli, Gianluca Marziani, Manuela Pacelli, Sergio Rispoli, Rossella Savarese, and Agnieszka Zakrzewicz. Awards and Recognitions. Finalist of Singulart International Women’s Day 2025 Award. In 2021, during the SyArt Sorrento International Festival, she received the Arbiter Fata Verde Award, and in 2022, her work was featured on the cover of Arbiter magazine. She received an Honorable Mention from the Circle Foundation for the Arts in 2020 and 2022 and was a finalist in important competitions such as the Premio Lupa 2020 and the Premio Celeste 2007. In 2015, she won the competition at the Pier Maria Rossi Museum. Her works are part of prestigious collections, includTra le sue influenze artistiche emergono due figure chiave: Mario Schifano, con la sua energia dirompente e il colore audace, ed Egon Schiele, maestro del tratto incisivo e della tensione emotiva nel disegno. Dal punto di vista tecnico, il suo lavoro ha subito un’importante trasformazione. Inizialmente impiegava fotografie tratte da riviste e dal web, rielaborate con interventi pittorici e digitali, e stampate su supporti quali il plexiglas o il pvc. Col tempo, ha abbandonato questi strumenti per concentrarsi sulla pittura come mezzo espressivo principale. Dal 2010, un elemento distintivo delle sue opere è la resina, che definisce come una sorta di “amica geniale”: non solo un alleato tecnico, ma una componente capace di aggiungere matericità e profondità sensoriale, trasformando le opere in esperienze visive e tattili. Hanno curato le sue mostre: Hans Achtner, Giorgia Calò, Maurizio Calvesi, Antonietta Campilongo, Cristina Del Ferraro, Manuela De Leonardis, Federica Di Stefano, Micol Di Veroli, Barbara Drudi, Carlo Ercoli, Gianluca Marziani, Manuela Pacelli, Sergio Rispoli, Rossella Savarese, Agnieszka Zakrzewicz. Premi e riconoscimenti. Finalista di Singulart International Women’s Day 2025 Award. Nel 2021, in occasione del SyArt Sorrento International Festival, ha ricevuto il Premio Arbiter Fata Verde, mentre nel 2022 la sua opera è stata scelta per la copertina della rivista Arbiter. Ha ottenuto una Menzione d’Onore dal Circle Foundation for the Arts nel 2020 e 2022 ed è stata finalista a importanti premi come il Premio Lupa 2020 e il Premio Celeste 2007. Nel 2015 ha vinto il concorso del Museo Pier Maria Rossi. Le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni, tra cui il Copelo
56 57
58 59 uzos Family Art Museum di Atene, il Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia di Roma, la SanPaolo Invest Art Collection di Roma, la Pinacoteca Comunale Antonio Sapone di Gaeta e due alberghi di Roma: The First Roma Arte e Abitart. Dal 2021 al 2024 ha partecipato a numerose fiere d’arte contemporanea, tra cui Arte in Nuvola a Roma e le fiere di Genova, Padova e Parma. Nel 2020 è stata inclusa nell’Atlante dell’Arte Contemporanea De Agostini, una delle più complete rassegne sugli artisti italiani dal 1950. La sua carriera l’ha portata a esporre a livello internazionale, come ospite d’onore all’International Photo Festival di Lodz (Polonia) nel 2006, e con mostre personali in sedi prestigiose come l’Istituto Italiano di Cultura di Damasco nel 2010 e l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo nel 2024, in occasione della Giornata della Memoria oltre che al Macro, Museo d’arte Contemporanea e a Palazzo Merulana, entrambe a Roma. Dal 2004 al 2025, Lauriola ha intrapreso un percorso artistico e di ricerca che è iniziato con la rappresentazione del mondo esterno e delle sue reazioni ad eventi significativi. Nel tempo, il suo lavoro si è evoluto verso una dimensione più intima, plasmata dall’idea di potersi connettere con qualcosa di intangibile, che celi significati profondi e spesso nascosti. Nel 2004 ha esordito con un progetto, Cambialamore, nato dopo l’attacco alle Torri Gemelle e con la successiva guerra in Iraq e in Afghanistan utilizzando immagini prese da riviste e dal web per elaborare modelli di esperienze personali contrapposte al fiume di immagini offerte quotidianamente con una lettura che sottolineava l’indifferenza al dolore degli altri. La tecnica che ha ing the Copelouzos Family Art Museum in Athens, the Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia n Rome, the SanPaolo Invest Art Collection in Rome, the Pinacoteca Comunale Antonio Sapone in Gaeta and two hotels in Rome: The First Roma Arte and Abitart. From 2021 to 2024, she participated in numerous contemporary art fairs, including Arte in Nuvola in Rome and the fairs in Genoa, Padua, and Parma. In 2020, she was included in the Atlante dell’Arte Contemporanea De Agostini, one of the most comprehensive surveys of Italian artists since 1950. Her career has led her to exhibit internationally, as a guest of honor at the International Photo Festival in Lodz (Poland) in 2006, and with solo exhibitions in prestigious venues such as the Italian Cultural Institute of Damascus in 2010 and the Italian Cultural Institute of Tokyo in 2024, on the occasion of the Holocaust Remembrance Day as well as at the MACRO – Museum of Contemporary Art and at Palazzo Merulana, both in Rome. From 2004 to 2025, Lauriola embarked on an artistic and research journey that began with the representation of the external world and her reactions to significant events. Over time, her work evolved towards a more intimate dimension, shaped by the idea of connecting with something intangible, concealing profound and often hidden meanings. In 2004, she debuted with the project Cambialamore, conceived in response to the 9/11 attacks and the subsequent wars in Iraq and Afghanistan. Using images from magazines and the web, she created visual models of personal experiences in contrast to the relentless flood of images presented daily, highlighting society’s indifference to the suffering of othGiusy Lauriola
60 61 utilizzato è quella digitale, le immagini sono state rielaborate al computer e stampate su un supporto industriale, pvc traforato, lungo 30 metri. Ha realizzato anche un video e un diario personale che ha sostituito il catalogo. Con questo progetto è stata invitata come ospite d’onore al festival internazionale, Killing Paradise, a Lodz in Polonia. Nel 2005 i lavori realizzati per le mostre Istanti e SPQR, quasi per placare quella sensazione d’impotenza, esprimono una reazione in positivo, fiduciosa, agli orrori del reale con una particolare prospettiva di un’utopia giudicata possibile: la bellezza, l’arte, possono far parte della nostra vita non solo marginalmente; possono ricostruire la realtà e liberarci da tanti orrori, interiori ed esteriori. Da qui nascono le vedute di una Roma“ideale”, con le sue piazze dalla bellezza mozzafiato, i suoi colori irrequieti e contrastanti. La tecnica cambia leggermente sono immagini prese da foto dell’artista rielaborate al computer e stampate su plexiglas o pvc espanso e ritoccate con la pittura. Le opere appoggiate al muro, sfruttano luce e ombre per creare un’illusione visiva che supera la bidimensionalità, evocando profondità e movimento. Nel 2006 Lauriola ha collaborato con la Caritas della Chiesa di Santa Cecilia a Roma per organizzare la mostra Ciò che hai è ciò di cui hai bisogno?, durante la quale le sue opere sono state messe all’asta per raccogliere fondi a favore dei più indigenti. In questa occasione, l’artista ha approfondito il tema dei falsi bisogni che spesso ci dominano, ponendoli in contrasto con la realtà di chi non ha nemmeno il necessario per sopravvivere. Cerca di sottolineare come oggi sembriamo agire quasi da automi, intrappolati in un mondo dove il possesso di oggetti legati a status symbol appare indispensabile per sentirci accettati e in armonia con noi stessi. Come gli artisti pop, ers. She employed digital techniques, reworking images on a computer and printing them on a 30-meter-long industrial perforated PVC surface. The project also included a video and a personal diary, which replaced the traditional exhibition catalog. With Cambialamore, she was invited as an honorary guest to the international festival Killing Paradise in Łódź, Poland. In 2005, her works for the exhibitions Istanti and SPQR expressed a hopeful reaction to the horrors of reality, seeking to counteract a sense of powerlessness. They reflected a utopian vision where beauty and art could be more than marginal elements of life—they could reconstruct reality and liberate us from inner and outer turmoil. This led to the creation of an “ideal” vision of Rome, with breathtaking squares and vibrant, contrasting colors. Her technique evolved slightly: she used her own photographs, digitally reworked and printed on plexiglass or expanded PVC, then refined them with paint. The artworks, leaning against walls, utilized light and shadow to create an illusion that surpassed two-dimensionality, evoking depth and movement. In 2006, Lauriola collaborated with Caritas at the Church of Santa Cecilia in Rome to organize the exhibition What You Have Is What You Need?, where her works were auctioned to raise funds for the underprivileged. On this occasion, she delved into the theme of false needs that often dominate our lives, contrasting them with the stark reality of those who lack even the essentials to survive. She highlighted how modern society often operates on autopilot, trapped in a system where the possession of status-symbol objects seems crucial for self-acceptance and harmony. Like pop artists, Lauriola used an immediate visual language to depict contemLauriola utilizza un linguaggio immediato per descrivere la società contemporanea, scegliendo simboli familiari della vita quotidiana. Tra questi, la bottiglia di Coca-Cola, icona del consumismo di massa, viene accostata all’antica fontanella capitolina, simbolo del bisogno primario della sete. Sempre con questa tecnica distintiva, Lauriola sviluppa in seguito un progetto, D.I.O., Determina l’Illuminazione o l’Oscurità, nel 2007, ispirato al bisogno umano di immaginare ciò che esiste “Oltre”. Le sue opere evocano acque cristalline, squarci di vita quotidiana resi magici, cieli rarefatti animati da oggetti e figure irreali. Passanti sfocati e donne-angelo sembrano rappresentare anime che, altrove, osservano il dolore umano come un evento effimero nell’immensità dell’eterno. Ha realizzato anche un video che è stato finalista a Premio Celeste. Il progetto artistico successivo Extra-Urbane, ispirato al viaggio dell’artista in Burkina Faso nel 2007, trasferisce sulle opere appunti emozionali fatti di colori, sensazioni e della vibrante confusione di quei luoghi. Le protagoniste sono modelle africane fotografate durante una sfilata, scelte come simbolo del fascino e delle potenzialità dell’Africa. Talvolta si intravedono riferimenti a città occidentali, creando un legame iconografico tra due mondi. I colori vividi e le immagini nitide sembrano dissolversi, come vecchie fotografie sbiadite, lasciando solo ricordi sfumati che si mescolano al presente, evocando la fragilità della memoria. Anche per questo progetto ha realizzato un video. Il suo amore per la città di Roma ritorna e con il progetto, Blowing in the wind, del 2009, si osservano affascinati tranci monumentali di Colosseo cristallizzati dietro la resina, il Pantheon porary society, selecting familiar symbols from everyday life. Among these, the Coca-Cola bottle—an icon of mass consumerism—was juxtaposed with the ancient Roman water fountain, a symbol of the primary need for thirst. Still using her distinctive technique, Lauriola developed the project D.I.O. – Determina l’Illuminazione o l’Oscurità (Determine Illumination or Darkness) in 2007, inspired by the human need to imagine what exists “Beyond.” Her works evoke crystalline waters, fragments of everyday life turned magical, and rarefied skies animated by surreal objects and figures. Blurred passersby and angelic women seem to represent souls that, from elsewhere, observe human suffering as a fleeting event within the vastness of eternity. She also created a video for this project, which became a finalist in the Premio Celeste competition Her next artistic project, Extra-Urbane, was inspired by her journey to Burkina Faso in 2007. This series translates emotional notes, colors, sensations, and the vibrant chaos of those places, into visual form. The protagonists are African models photographed during a fashion show, chosen as symbols of Africa’s beauty and potential. At times, glimpses of Western cities emerge, forging an iiconographic connection between two worlds. The vivid colors and sharp images seem to dissolve, like faded old photographs, leaving behind only blurred memories that blend with the present, evoking the fragility of recollection. She also created a video for this project. Her love for the city of Rome resurfaces in the 2009 project Blowing in the Wind, where monumental fragments of the Colosseum appear crystallized behind layers of resin, the Pantheon is captured in its vanishing perspective and
62 63 catturato nella sua fuga prospettica e messo di fronte a chi osserva, il Foro della Roma Imperiale sospeso in una dimensione astorica, non metafisica e nemmeno onirica. Una Barcaccia che ha affrontato tanti e troppi mari. La tecnica è cambiata ora Lauriola utilizza olio su tela con uno strato di resina finale. Le immagini, protette da questa materia trasparente e lucida mai omogenea, copre la superficie lasciando emergere ciò che sta dietro, creando un muro invisibile protettivo. Proseguendo su questo filone l’artista esplora la vita urbana, catturando uomini e donne in cammino verso mete sconosciute, ritratti dalla vita in giù nel progetto Visioni urbane in fermento. La tecnica pittorica, arricchita da colate di resina, crea una patina lucida e riflettente, simbolo della brillantezza dei colori della vita. Con una tavolozza ridotta di bianco, nero e blu, l’artista offre una visione poetica e in fermento della realtà urbana. Con questo progetto è stata invitata ad esporre nel 2010 dall’Istituto italiano di Cultura Siriano a Damasco, in Siria, e ad un simposio internazionale d’arte ad Idlib. Un video accompagna il progetto. I viandanti urbani, diventano quindi protagonisti ricorrenti del suo percorso, simboleggiando il pellegrinaggio senza meta, metafora dell’esistenza. Nei nuovi progetti, Aspirazioni urbane, del 2013 e Qui e ora del 2014, mentre in precedenza predominavano immagini monocromatiche e malinconiche, questa nuova visione è sospesa, contemplativa e colorata. In un’atmosfera surreale, la persona comune, immersa nel colore, perde l’anonimato. Sulle sue spalle crescono ali di farfalla, simbolo dei sogni e delle aspirazioni che l’accompagnano nel cammino, senza che se ne renda conto. Le esistenze di questi viandanti urbani, fugaci e sfuggenti, diventano straordinarie, placed directly before the viewer, and the ruins of Imperial Rome’s Forum seem suspended in an ahistorical dimension—neither metaphysical nor dreamlike. The Barcaccia fountain stands as a silent witness to countless tides. In this series, Lauriola introduced a new technique, using oil on canvas with a final resin layer. This glossy, transparent yet uneven coating shields the surface while allowing underlying details to emerge, creating an invisible protective barrier. Continuing along this path, the artist explores urban life, capturing men and women in motion toward unknown destinations, portrayed from the waist down in the project Visioni Urbane in Fermento (Urban Visions in Motion). Her painting technique, enriched with resin pours, creates a glossy, reflective surface—symbolizing the vibrancy of life’s colors. With a limited palette of white, black, and blue, the artist presents a poetic and dynamic vision of urban reality. This project led to an invitation to exhibit in 2010 at the Italian Cultural Institute in Damascus, Syria, and to participate in an international art symposium in Idlib. Urban wanderers become recurring protagonists in her work, embodying aimless pilgrimage as a metaphor for existence. In the subsequent projects Urban Aspirations, 2013 and Here and Now, 2014, while earlier works were predominantly monochromatic and melancholic, this new vision is suspended, contemplative, and enriched with color. In a surreal atmosphere, the ordinary individual, immersed in vibrant hues, sheds anonymity. Butterfly wings sprout from their shoulders, symbolizing dreams and aspirations that accompany them along their pathoften unnoticed. These fleeting, elusive urban figures become extraordinary, unveiling a new, unreal rivelando una nuova, irrealmente reale visione del mondo. Nel 2018 il progetto Josepha, Lauriola esplora una nuova tecnica attraverso l’uso della resina, in cui si intrecciano controllo e impulso creativo. Dedicato al mondo femminile, questo lavoro celebra la bellezza e la forza delle donne. Il tratto libero e la resina danno vita a corpi evanescenti e fluidi, figure femminili magnetiche e senza ali, non più racchiuse in plexiglass ma libere e potenti. Donne custodi del Tempo e dell’Amore, che si amano e si celebrano. Pennellate decise, colori sfumati e atmosfere surreali definiscono queste opere, trasportando l’osservatore in un universo di sogni, incertezze, desideri ed energie. Con un’attenta sensibilità verso stile e moda, le figure femminili emergono come simboli di carattere e vita, creando un ponte tra realtà e immaginazione. Con la mostra Women in Colors, ospitata nel 2018 dalla Domus Art Gallery di Atene, Lauriola ha celebrato la forza e l’essenza del mondo femminile attraverso il colore e la materia. Ispirandosi ai vivaci abiti tradizionali delle donne africane, ha dato vita a opere in cui resina e pigmenti si fondono con fluidità, creando un’esplosione cromatica carica di energia e significato. Figure trasparenti e leggere, ma al tempo stesso forti, simbolo della capacità femminile di adattarsi e superare i limiti imposti. Con questa serie, l’artista trasforma la materia in emozione, offrendo una riflessione sulla condizione femminile attraverso il linguaggio potente del colore e del movimento. Nel progetto del 2019, About Dreams, le figure, perlopiù giovani donne e bambine, emergono cariche di nuovo simbolismo e di una potente energia segnica, come sospese in quel limbo tra il conscio e l’inconscio. Queste figuyet deeply real perspective of the world. In Josepha (2018), Lauriola explores a new technique through the use of resin, balancing control and creative impulse. Dedicated to the feminine world, this project celebrates the beauty and strength of women. Free brushstrokes and fluid resin bring to life ethereal, magnetic female figures, no longer encased in plexiglass but liberated and powerful. Women as guardians of Time and Love, who embrace and celebrate themselves. Bold strokes, softened colors, and surreal atmospheres define these works, drawing the viewer into a universe of dreams, uncertainties, desires, and energies. With a keen sensitivity to style and fashion, these female figures emerge as symbols of character and vitality, bridging the realms of reality and imagination. With the exhibition Women in Colors, hosted in 2018 by the Domus Art Gallery in Athens, Lauriola celebrated the strength and essence of the female world through color and material. Drawing inspiration from the vibrant traditional garments of African women, she created works where resin and pigments blend fluidly, generating a chromatic explosion full of energy and meaning. Transparent and lightweight yet strong figures emerge, symbolizing the female ability to adapt and overcome imposed limitations. Through this series, the artist transforms matter into emotion, offering a reflection on the condition of women through the powerful language of color and movement In About Dreams (2019), figures, primarily young women and girls, emerge infused with symbolism and a powerful gestural energy, as if suspended in the limbo between the conscious and the unconscious. These figures become the
64 65 re diventano il fulcro del nuovo ciclo di opere dell’artista, in cui la figura femminile mantiene un ruolo centrale, instaurando un dialogo intimo con una versione più giovane di sé stessa. Paure, tensioni, ma anche leggerezza ed eleganza, prendono forma attraverso una tavolozza cromatica che varia tra tonalità rarefatte e rigogliose, sempre lontana dalla mimesi realistica. Il risultato è un equilibrio raffinato tra assenza e presenza, capace di evocare profondità emotive e oniriche E arriviamo al 2020 con il progetto Perimetro Infinito: una luce immateriale, una speranza viva ammanta i lavori. Trasudano un sentimento riappropriato tradotto in atmosfere sospese le quali ci parlano di convivialità, amicizia e passione. Così vediamo affiorare volti vicini di un uomo e di una donna, antipasto di una serata romantica, oppure profili femminili immortalati in un’aurea di metafisica sintonia, vera brezza fresca per lo spirito. Un calice di vino rosso smeraldo incarna il preludio di un possibile trasporto emozionale. Nel 2021, Lauriola ha illustrato Il diario di Guido Levi - Una storia piena di paure, di ansie e di avvenimenti quasi gialli (1942-1946), in cui un bambino ebreo racconta la fuga con la sua famiglia dalle persecuzioni nazifasciste, dall’Italia alla Svizzera. Con grande sensibilità, le sue illustrazioni restituiscono il senso di precarietà e resilienza del racconto: tracce di colore che affiorano e svaniscono, simbolo di fragilità trasformata in forza. Il libro a forma di un leporello, è stato presentato in varie sedi, tra cui Capalbio Libri, il Sottodiciotto Film Festival, Spazio Giallo e l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo per la Giornata della Memoria 2024 Il progetto Prendiamo il sentiero paludoso per arrivare alle nuvole, del 2022 parfocal point of the artist’s new cycle of works, where the female presence remains central, engaging in an intimate dialogue with a younger version of herself. Fears and tensions, but also grace and elegance, take shape through a palette that shifts between rarefied and lush tones—always distant from strict realism. The result is a refined balance between absence and presence, capable of evoking profound emotional and dreamlike depths. And so, we arrive at 2020 with the project Perimetro Infinito (Infinite Perimeter): an immaterial light, a vivid hope envelops the works. They exude a reclaimed sentiment, translated into suspended atmospheres that speak of conviviality, friendship, and passion. Thus, we see close-up faces of a man and a woman emerging, a prelude to a romantic evening, or female profiles captured in an aura of metaphysical harmony, a true breath of fresh air for the spirit. A glass of emerald-red wine embodies the anticipation of a possible emotional journey. In 2021, Lauriola illustrated Il diario di Guido Levi – Una storia piena di paure, di ansie e di avvenimenti quasi gialli (1942-1946) (The Diary of Guido Levi – A Story Full of Fears, Anxieties, and Almost Mystery Events), in which a Jewish child recounts his family’s escape from Nazi-Fascist persecution, from Italy to Switzerland. With great sensitivity, her illustrations convey the story’s sense of precariousness and resilience: traces of color that emerge and fade, symbols of fragility transformed into strength. The book, designed as a leporello, was presented at various venues, including Capalbio Libri, Sottodiciotto Film Festival, Spazio Giallo, and the Italian Cultural Institute in Tokyo for the 202.4 International Holocaust Remembrance Day. te della serie Atmosfere Sospese e si presenta come un viaggio attraverso paesaggi metafisici carichi di materia pittorica, spiritualità e sentimento. Esposti nel Museo di San Salvatore in Lauro questi lavori evocano orizzonti attraverso partizioni cromatiche ricche e stratificate, dalle quali emergono, come improvvisi flashback, figure umane che appaiono come visioni fugaci provenienti dalle remote lande dell’inconscio. Queste figure sembrano animate da un tratto memore dell’automatismo psichico, espressione di un pensiero libero dal controllo razionale. La ricerca si traduce in una tecnica pittorica che si sviluppa mediante la sovrapposizione di strati di colore, materia e resina, in dialogo costante con il segno. Ogni strato diventa un mantra, un processo meditativo che guida l’artista verso un’empatia profonda con una realtà desiderata, sognata, che si materializza sulla tela come un ponte tra l’interiorità e il mondo esterno. Nel 2022, Lauriola ha realizzato una serie di opere ispirate alla lettura de Il codice dell’anima di James Hillman, che esplora il daimon, la vocazione profonda che guida ogni individuo. Attraverso la pittura, l’artista traduce visivamente queste immagini interiori, dando forma a entità immateriali che influenzano pensieri e azioni. In un’epoca che spesso trascura l’invisibile, Lauriola celebra una bellezza eterea, capace di rivelare dimensioni più profonde dell’esistenza. Le sue opere raccontano la forza nascosta che ci spinge, tra coincidenze, sincronicità e cambiamenti, a esplorare nuovi orizzonti e a riscoprire noi stessi. Dalle cromie delle Atmosfere Sospese nascono le opere del 2023 della serie Dialogo con la Natura, esposte nella splendida cornice dell’Aranciera di San Sisto a Roma, dell’Assessorato all’Ambiente, in cui è protagonista un dualismo tra astrattismo The 2022 project Let’s Take the Swampy Path to Reach the Clouds, part of the Atmosfere Sospese (Suspended Atmospheres) series, unfolds as a journey through metaphysical landscapes rich in painterly substance, spirituality, and emotion. Exhibited at the San Salvatore in Lauro Museum, these works evoke horizons through rich, layered chromatic partitions, from which human figures emerge like sudden flashbacks— fleeting visions from the remote realms of the unconscious. These figures appear animated by a gesture reminiscent of psychic automatism, an expression of thought freed from rational control. The artistic research translates into a painting technique that develops through the superimposition of layers of color, material, and resin, in constant dialogue with the sign. Each layer becomes a mantra, a meditative process guiding the artist toward a deep empathy with a desired, dreamtof reality, materializing on the canvas as a bridge between the inner self and the external world. In 2022, Lauriola created a series of works inspired by The Soul’s Code by James Hillman, which explores the daimon, the deep vocation that guides every individual. Through painting, the artist visually translates these inner images, giving shape to immaterial entities that influence thoughts and actions. In an era that often overlooks the invisible, Lauriola celebrates an ethereal beauty capable of revealing deeper dimensions of existence. Her works narrate the hidden force that drives us—through coincidences, synchronicities, and transformations—to explore new horizons and rediscover ourselves From the chromatic atmospheres of Atmosfere Sospese emerges the Dialogue with Nature series in 2023, exhibited in the stunning
66 67 di base e figurativo di carattere simbolista in cui la presenza umana viene introdotta da oggetti legati alla sfera della quotidianità. Sedie, poltrone e interni annunciano donne e uomini senza renderli manifesti, invitandoci a fermarci, a chiudere gli occhi per entrare in sintonia con la Natura. Nel corso della mostra Linea sottile, che si è svolta a Sorrento nel 2024, vediamo affiorare oltre a volti ravvicinati di un uomo e di una donna, anche quelli di madre e figlia o di due amiche. La vicinanza delle anime sensibili fa sì che il colore che le rappresenta si mescoli, a significare che le emozioni, nel momento in cui due anime entrano in contatto, non rimangono isolate, ma si fondono. Questo intreccio cromatico diventa simbolo di un legame profondo, capace di trasformare il singolo in parte di un tutto condiviso, dove i sentimenti si amplificano e si rigenerano in un dialogo silenzioso e universale. La materia liquida fluttua e con essa i corpi svuotati dalla pesante condizione materiale, a suggerire abbondanza e lievità, risveglio e torpore, unione e mai separazione. Sempre nel 2024, in occasione della Fiera d’arte, Arte in Nuvola, Lauriola ha esposto con la galleria SyArt una serie di lavori che proseguono il concept di Atmosfere Sospese fondendole con la serie Dialogo con la Natura. Le opere, caratterizzate da una cromia rarefatta, evocano un’atmosfera meditativa in cui la natura diventa protagonista assoluta. Foglie e paesaggi emergono sulla superficie pittorica in un equilibrio tra realtà e immaginazione, mentre la resina, combinata ai colori, crea strati materici che conferiscono profondità e movimento. Un linguaggio visivo che trasforma la materia in suggestione, invitando lo spettatore a immergersi in un mondo sospeso tra visibile e invisibile. setting of the Aranciera di San Sisto in Rome, under the patronage of the Department of Environment. The works highlight a dualism between foundational abstraction and symbolic figuration, where the human presence is suggested through everyday objects. Chairs, armchairs, and interior spaces hint at men and women without making them manifest, inviting us to pause, close our eyes, and attune ourselves to nature. During the Thin Line exhibition in Sorrento in 2024, alongside the close-up faces of a man and a woman, we also see those of a mother and daughter or two friends. The closeness of sensitive souls causes the colors representing them to blend, signifying that emotions, when two souls connect, do not remain isolated but merge. This chromatic interweaving becomes a symbol of a deep bond, capable of transforming individuals into part of a shared whole, where feelings amplify and regenerate in a silent and universal dialogue. The liquid medium flows, and with it, the bodies—freed from the weight of material existence—suggest abundance and lightness, awakening and torpor, unity and never separation. Also in 2024, during Art Fair, Arte in Nyvola, Lauriola exhibited with SyArt Gallery a series of works that continue the Atmosfere Sospese concept while blending it with the Dialogue with Nature series. These pieces, characterized by rarefied chromatics, evoke a meditative atmosphere where nature becomes the absolute protagonist. Leaves and landscapes emerge on the painted surface in a balance between reality and imagination, while resin, combined with color, creates textural layers that add depth and movement. This visual language transforms matter into suggestion, inviting the viewer to immerse themselves in a world susNel 2025, Lauriola presenta il progetto Svanire nello spazio espositivo La Vaccheria, del IX Municipio di Roma. La serie, ispirata ai fiori, invita i visitatori a interagire liberamente con le opere, senza l’influenza di un curatore che ne orienti la lettura. Svanire è un progetto itinerante che farà tappa anche all’Auditorium di San Pancrazio a Tarquinia, alla SyArt Gallery di Sorrento e alla galleria SUarte di Roma. L’iniziativa si basa sull’idea che l’opera d’arte debba parlare da sé, senza il filtro di testi esplicativi. Per questo, la mostra rinuncia a curatele e didascalie, lasciando spazio a un’esperienza diretta e personale, in cui lo spettatore diventa parte attiva del processo interpretativo. pended between the visible and the invisible. In May 2025, Lauriola will present the project Vanishing at La Vaccheria, an exhibition space in Rome’s IX Municipality. Inspired by flowers, this series invites visitors to interact freely with the works, without the influence of a curator guiding their interpretation. Svanire is a traveling project that will also stop at the San Pancrazio Auditorium in Tarquinia, SyArt Gallery in Sorrento, and SUarte Gallery in Rome. The initiative is based on the idea that art should speak for itself, without explanatory texts. For this reason, the exhibition eschews curation and captions, allowing space for a direct and personal experience, where the viewer becomes an active part of the interpretive process.
69 MOSTRE PERSONALI /SOLO EXHIBITIONS 2025 Svanire, La Vaccheria di Roma Capitale (a cura di Carlo Ercoli); Svanire, Auditorium di San Pancrazio, Tarquinia (a cura di Hans Hachtner); Svanire, SyArt Gallery, Sorrento (a cura di Rossella Savarese; Finalista Singulart International Women’s Day 2025 Award 2024 Linea sottile, Palazzo Marziale, Sorrento (a cura di Rossella Savarese); Sospesi nella Natura, galleria SpazioCima, Roma (a cura di Roberta Cima); Presentazione del Diario di Guido Levi in occasione della Giornata della Memoria, Istituto Italiano di cultura, Tokyo, Giappone (a cura di Manuela De Leonardis) 2023 Open studio, Roma; Il cielo in una stanza, Auditorium di San Pancrazio, Tarquinia (a cura di Hans Achtner); Chiudi gli occhi, Aranciera di San Sisto, Roma, galleria Artetika, Palermo (a cura di Federica do Stefano con testo critico di Carlo Ercoli) 2022 Greetings from Athens, residenza artistica alla Domus Art Gallery Atene, Grecia (a cura di Manuela De Leonardis); Prendiamo il sentiero paludoso per arrivare alle nuvole, Galleria Umberto Mastroianni nei Musei di San Salvatore in Lauro, Roma (a cura di Federica di Stefano con testi critici di Manuela De Leonardis e Carlo Ercoli); Prima di copertina e intervista rivista Arbiter di aprile 2022 2021 Vincitrice Primo Premio Arbiter Fata Verde 2021 nell’ambito del SyArt, Sorrento Festival Internazionale d’Arte, Villa Fiorentino; Amabie La Magica Profezia dello Yokai, Mo.C.A. studio gallery, Roma (a cura di Manuela De Leonardis); Realizzazione delle tavole illustrate per il progetto editoriale Guido Levi. Una storia piena di paure, di ansie e di storie quasi gialle 1942–1946 (a cura di Manuela De Leonardis) 2020 Perimetro Infinito, galleria SpazioCima, Roma (a cura di Carlo Ercoli); Honarable Mention del Circle Foundation for the Arts; Finalista Premio Lupa, Medina Art Gallery, Roma 2019 About Dreams, Mo.C.A. studio gallery, Roma (a cura di Carlo Ercoli); Residenza artistica, Ritratto a mano 5.0 2019, Ex Convento delle Clarisse (a cura di Giuliana Benassi) Caramanico Terme (Pescara) 2018 Sixtysteps, for Another Place, New Mental Landscape Art Project, ContestaRockHair, Roma (a cura di Carlo Ercoli); Iosepha, Galleria SpazioCima, Roma (a cura di Roberta Cima); Women InColors, Domus Art Gallery Atene, Grecia (a cura di Glenda Lorenzani)
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