Giusy Lauriola

“La mia ricerca
è far combaciare l’immagine interiore che vedo confusa
e in lontananza, ma che conosco emotivamente perfettamente,
all’opera che sto creando” 

“In  Lauriola il soggetto pittorico non intende mai rinunciare alla sua forma. Oscilla tra due tendenze in cui leva e aggiunge tratto, colore e materia. Trasuda di una eleganza neo liberty che incontra il mondo del frame video, bloccando il movimento in divenire. Le figure vogliono scrollarsi di dosso l’immobilità. L’immanenza della figura classica non fa per loro. La resina da anni protagonista delle sue opere si ritira, diviene più rarefatta, apparendo qua e la senza controllo. Il velo materico che un tempo ricopriva la superficie della tela si apre lasciando emergere gli elementi. E’ come scoprire dei reperti protetti dalle profondità marine. Gocce e colature materiche sono la spuma dalla quale far nascere una nuova condizione femminile. La materia resinosa cosi trasparente e liquida sorprende per la propria autonomia. La figura apre un prezioso dialogo con la resina innalzandola al proprio livello”. Carlo Ercoli storico dell’arte

“Le donne diventano angeli salvifici, ancore di salvataggio sentimentale in un mondo dove la devozione si sta trasformando nel più barbaro dei rituali collettivi. Proprio la donna incarna un vitalistico centro del racconto, il diapason emotivo che determina nascita e rinascita, soluzione di apertura e continuità. Una donna aperta alla prova delle idee, degli sguardi, delle prospettive con cui afferrare il dolore e rigirarlo nel suo assetto rigenerativo Gianluca Marziani critico/curatore d’arte contemporanea

Soggetti femminili magnetici ed evanescenti
La tecnica che l’ha caratterizzata sino al 2016 è stata l’utilizzo di due strati: sotto la tela dipinta ad olio e sopra il plexigas su cui viene trasferita la stessa immagine per simulare il movimento e superare la bidimensionalità. Successivamente, Il tratto libero si unisce alla resina e crea splendidi effetti cromatici e materici. Nascono icone femminili con corpi evanescenti e fluidi, donne da un’aura magnetica e sfuggente. Le pennellate sono nitide e precise, i colori sfocati, i soggetti realistici ma mai definiti. Lauriola ha esposto in varie gallerie in Italia e all’estero, è stata nominata per alcuni riconoscimenti e nel 2015 ha ricevuto il primo premio per la selezione del Museo Pier Maria Rossi.