BIO

 

 

La mia ricerca è ricreare quell’immagine che coincide con una visione interiore, che vedo confusa  e in lontananza, ma la cui emozione conosco perfettamente.

LAURIOLA  è nata a Roma, dove vive e lavora. E’ arrivata finalista al Premio Celeste (2007), al Premio Lupa (2020) e vincitrice del concorso Museo Pier Maria Rossi (2015). Fa parte dell’edizione 2020 dell’Atlante dell’Arte Contemporanea De Agostini, la collezione più completa di artisti italiani dal 1950 ad oggi. E’ stata invitata a esporre come ospite d’onore all’International Photo Festival a Lodz in Polonia, con una personale a Damasco, a un Simposio Internazionale a Idlib in Siria e a una residenza artistica a Caramanico Terme. Ultimamente ha esposto a Castel dell’Ovo a Napoli, al Macro – Museo d’Arte Contemporanea di Roma -, a Palazzo Merulana all’interno della rassegna Apolidi/identità non disperse e alle Fiere di Arte Contemporanea di Padova e Genova. I suoi lavori si trovano in collezioni private in Europa, Stati Uniti, Taiwan, Singapore, Siria, Hong Kong e Sud Africa. Come ulteriore mezzo espressivo a compendio di molto progetti artistici Lauriola realizza video art.

Hanno curato le sue mostre Sergio Rispoli, Agnieszka Zakrzewicz, Gianluca Marziani, Maurizio Calvesi, Micol di Veroli, Giorgia Calò, Cristina del Ferraro, Manuela De Leonardis, Manuela Pacelli, Barbara Drudi, Carlo Ercoli, Antonietta Campilongo, Roberta Cima, Ada Egido e Glenda Lorenzani.

 

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L’artista ha indagato questioni quali la guerra e l’indifferenza al dolore degli altri con il progetto Cambialamore, con il quale è stata invitata come ospite d’onore al festival internazionale di Lodz in Polonia, Killing Paradise. In seguito, la presa di coscienza del reale viene rielaborata in una dimensione altra, a volte onirica con la particolare prospettiva di un’utopia giudicata possibile: la bellezza, l’arte, possono ri-costruire la realtà e liberarci da tanti orrori interiori ed esteriori. Il lavoro che segue è la ricerca del divino nel quotidiano: la lotta tra Illuminazione e Oscurità, D.I.O., esposto a Roma, a Montecarlo e a Capalbio e il suo video selezionato per Premio Celeste. Al ritorno da un viaggio in Burkina Faso nasce una visione frammentaria, simile a un flash, che sintetizza souvenir di viaggio, momenti del presente e ricordi imprevisti. Il suo sguardo, in seguito, cambia. I nuovi lavori raccontano ciò che l’artista vede, ascolta camminando per la città. Con queste opere è stata invitata in Siria con una mostra personale a Damasco e a partecipare a un simposio internazionale d’arte. Nei lavori successivi la nuova percezione è sospesa, contemplata e colorata. Si scorgono ali, misteriosamente appoggiate sui viandanti, quali simboli delle nostre timide e colorate aspirazioni. Con questi lavori è stata invitata ad esporre in Grecia. Nel 2016 ha realizzato una mostra sponsorizzata dalla sede di Roma di Banca Generali che raccoglie i progetti degli ultimi 12 anni.Nel frattempo il plexiglass sparisce ed sostituito dalla resina e predomina la presenza di soggetti femminili, con corpi evanescenti e fluidi, donne che racchiudono un’area magnifica e magnificente. Successivamene è nata la  produzione di una figurazione di soggetti carichi di un nuovo simbolismo e di un’emergente potenza segnica, per la maggior parte giovani donne e bambine, sgorgano direttamente da quel limbo presente tra il conscio e l’inconscio. Nella produzione del 2020  una luce immateriale, una speranza viva ammanta gli ultimi lavori. Trasudano un sentimento riappropriato tradotto in atmosfere sospese le quali ci parlano di convivialità, amicizia e passione. Così vediamo affiorare volti vicini di un uomo e di una donna, antipasto di una serata romantica, oppure profili femminili immortalati in un’ aurea di metafisica sintonia, vera brezza fresca per lo spirito. Un calice di vino rosso smeraldo incarna il preludio di un possibile trasporto emozionale.