Lauriola è nata a Roma, dove vive e lavora.
“La mia ricerca è far combaciare l’immagine interiore che vedo confusa e in lontananza, ma che conosco emotivamente perfettamente, all’opera che sto creando”
“Adoro lavorare  “insieme”  alla resina..  A volte reagisce in un modo che mi sorprende: per me rappresenta l’ineluttabilità della vita. Mi insegna che non si possono controllare gli eventi ma solo imparare ad accettarli o a prevenirli se possibile  perchè ci sarà sempre  qualcosa che sfugge al controllo”.

Superare  la staticità della doppia dimensione

“Il suo talento si manifesta attraverso idee e sensazioni interiori le quali esplicitate su tela incontrano resina e plexiglas. Questo connubio è il frutto della ricerca continua dell’artista volta a superare la staticità della doppia dimensione. Hic et nunc nel proscenio della tela l’immagine non tradisce mai il proprio DNA e incontra la materia sotto l’egida del colore. Nascono così opere evanescenti, dove i soggetti vengono cristallizzati in quell’attimo non definito in cui sono in procinto di abbandonare lo sfondo. La composizione pittorica in questa nuova veste intende trascendere la categoria ontologica nella quale è incastonata per aprirsi al mondo. I video affondano le radici nella stessa semiotica della pittura condividendone il bagaglio concettuale e portando avanti l’abbandono bi-dimensionale. Protagonisti della poetica visiva dell’artista sono colori, paesaggi urbani romani, eventi storici di oggi, ma soprattutto la figura femminile “. Carlo Ercoli curatore e storico dell’arte

 

 

Ambivalenza tra quadri e video per dar vita ad angeli salvifici

“Il parallelismo tra quadri e video dimostra l’ambivalenza scambievole dei due linguaggi, evidenziando le comuni frequenze di due posizioni spazio-temporali. (…) Le donne diventano angeli salvifici, ancore di salvataggio sentimentale in un mondo dove la devozione si sta trasformando nel più barbaro dei rituali collettivi. Proprio la donna incarna un vitalistico centro del racconto, il diapason emotivo che determina nascita e rinascita, soluzione di apertura e continuità. Una donna aperta alla prova delle idee, degli sguardi, delle prospettive con cui afferrare il dolore e rigirarlo nel suo assetto rigenerativo Gianluca Marziani critico/curatore d’arte contemporanea

Soggetti femminili magnetici ed evanescenti
La tecnica che l’ha caratterizzata sino al 2016 è stata l’utilizzo di due strati: sotto la tela dipinta ad olio e sopra il plexigas su cui viene trasferita la stessa immagine per simulare il movimento e superare la bidimensionalità. Successivamente, Il tratto libero si unisce alla resina e crea splendidi effetti cromatici e materici. Nascono icone femminili con corpi evanescenti e fluidi, donne da un’aura magnetica e sfuggente. Le pennellate sono nitide e precise, i colori sfocati, i soggetti realistici ma mai definiti.

“L’artista sviluppa una poetica visiva intrisa fino all’essenza di sostanza e materia nella quale le sue donne vivono il sogno della tela. Figure sinuose affrontano lo spazio bidimensionale ritmando ogni centimetro a disposizione e azzerando il tempo. Sogno quindi non come atmosfera ideale ma come dimensione sospesa dove lo spaziotempo è stravolto e le attrici si librano sulla superficie illudendo lo spettatore di un flebile contatto. Sono libere ma al tempo stesso lievi quasi palpitanti nella loro fragilità. Perché questo è quello che Lauriola desume dalla realtà di oggi. Infatti non bisogna dimenticare che la sua pittura ha modellato il proprio Io nella velocità, nelle forze dinamiche e nelle paure che agitano il nostro presente di persone”. Carlo Ercoli curatore e storico dell’arte

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