BIO COMPLETA / CONTINUAZIONE
Questo percorso si è sviluppato attraverso fasi diverse, mantenendo costante una tensione tra intensità espressiva e ricerca interiore. Negli esordi, i temi sociali — la guerra, i bisogni indotti, la città di Roma — hanno dato forma a opere segnate da una forte energia visiva. In seguito, il segno si è progressivamente liberato dalla mera descrizione per trasformarsi in narrazione emotiva e intellettuale, aprendo il lavoro a una dimensione più sospesa e meditativa.
Nel passaggio verso la pittura come mezzo principale, Lauriola ha attraversato anche una fase legata all’uso di immagini fotografiche tratte da riviste e dal web, rielaborate con interventi pittorici e digitali e stampate su supporti come plexiglas e pvc. Nel tempo ha abbandonato questi strumenti per concentrarsi sempre più sulla materia pittorica, sulla stratificazione del colore e sulla relazione tra superficie, profondità e luce.
Il dialogo tra resina, acrilico e smalto costruisce un equilibrio tra fluidità e architettura compositiva, tra gesto controllato e impulso istintivo. La resina, entrata stabilmente nella sua pratica dal 2010, non è soltanto un elemento tecnico, ma una materia capace di trattenere la luce, amplificare la profondità e trasformare l’opera in un’esperienza visiva e tattile.
Nelle opere più recenti, la sospensione si lega con sempre maggiore forza alla natura, all’acqua e alla figura femminile. Le presenze che abitano le sue tele non si impongono come protagoniste assolute, ma emergono come figure immerse, attraversate dal paesaggio e dalla materia. Corpo, luce e ambiente naturale sembrano appartenere a una stessa dimensione fluida, in cui il confine tra interno ed esterno diventa sempre più sottile.
Parallelamente, la sua indagine sulla luce si è estesa anche alla tridimensionalità attraverso alcune opere luminose: sculture eteree in resina e organza, illuminate dall’interno, in cui la luce diventa materia e presenza. Queste installazioni rappresentano un ampliamento coerente della sua ricerca e trasformano lo spazio in un luogo di attraversamento e percezione.
Tra le sue influenze artistiche emergono due figure chiave: Mario Schifano, con la sua energia dirompente e il colore audace, ed Egon Schiele, maestro del tratto incisivo e della tensione emotiva nel disegno.
Hanno curato le sue mostre Hans Achtner, Giorgia Calò, Maurizio Calvesi, Antonietta Campilongo, Cristina Del Ferraro, Manuela De Leonardis, Federica Di Stefano, Micol Di Veroli, Barbara Drudi, Carlo Ercoli, Gianluca Marziani, Manuela Pacelli, Sergio Rispoli, Rossella Savarese e Agnieszka Zakrzewicz.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. È stata finalista del Singulart International Women’s Day 2025 Award. Nel 2021, in occasione del SyArt Sorrento International Festival, ha ricevuto il Premio Arbiter Fata Verde, mentre nel 2022 una sua opera è stata scelta per la copertina della rivista Arbiter. Ha ottenuto una Menzione d’Onore dalla Circle Foundation for the Arts nel 2020 e nel 2022 ed è stata finalista a premi come il Premio Lupa 2020 e il Premio Celeste 2007. Nel 2015 ha vinto il concorso del Museo Pier Maria Rossi.
Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private, tra cui il Copelouzos Family Art Museum di Atene, la SanPaolo Invest Art Collection di Roma, la Pinacoteca Comunale Antonio Sapone di Gaeta, The First Roma Arte e Abitart Hotel.
Dal 2021 al 2024 ha partecipato a numerose fiere d’arte contemporanea, tra cui Roma Arte in Nuvola e le fiere di Genova, Padova e Parma. Nel 2020 è stata inclusa nell’Atlante dell’Arte Contemporanea De Agostini. La sua carriera l’ha portata a esporre anche a livello internazionale, come ospite d’onore all’International Photo Festival di Lodz, in Polonia, nel 2006, e con mostre personali in sedi istituzionali come l’Istituto Italiano di Cultura di Damasco nel 2010 e l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo nel 2024. Ha inoltre esposto in sedi romane come il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma e Palazzo Merulana.